Sofian Aboulmachayl è uno studente della facoltà di giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze. Non solo, riveste anche il ruolo di coordinatore regionale della Federazione degli Studenti (FDS) in Toscana.
Ipse Dixit ha avuto l’opportunità di intervistarlo in videoconferenza.
Buonasera. Facendo parte della Federazione degli Studenti e avendo un ruolo di rilevante importanza, quali sono i tuoi compiti, le tue responsabilità e i tuoi doveri? Quale è stata quindi la tua carriera nella politica studentesca?
Negli ultimi quattro anni, ho ricoperto molti ruoli di rappresentanza nel Parlamento degli Studenti, che hanno permesso di avvicinarmi alla politica studentesca giovanile.
Durante questo periodo ho anche creato nel mio territorio, Valdinievole, una piccola realtà chiamata FDS e da poco ne sono stato confermato coordinatore a livello toscano, oltre ad avere la delega per la rappresentanza della provincia di Pistoia.
Quindi essendo il coordinatore ho un esecutivo di ragazzi e ragazze che mi circondano e il mio compito è quello di coordinarli, gestirli, aiutarli e farli crescere, poi pensare anche a campagne, idee e battaglie da portare avanti.
La cosa che mi preme di più è fare in modo che la nostra voce venga ascoltata, in un modo o nell’altro.
Facendo parte della FDS, saprai sicuramente che quando l’ ISGREC (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea) ha rischiato la chiusura, voi siete subito intervenuti: in questo caso, cosa dovrebbe fare la provincia?
L’ISGREC è un centro essenziale per il territorio grossetano e per gli studenti perciò, quando ci è arrivata la notizia, abbiamo esortato gli organi competenti, che sono il Comune e la Provincia, ad intervenire. Non sta al cittadino trovare una soluzione, se succede ben venga, ma il cittadino deve chiedere e il potere politico amministrativo deve cercare una soluzione concreta e rispondere alle esigenze della cittadinanza.
Abbiamo parlato dell’ISGREC, come si può far apprezzare la storia e la sua importanza a tutti i ragazzi?
Una delle cose che ritengo importante per l’idea di scuola che ho è di mettere al centro il tema storico. Sono molti gli studenti che chiedono di fare storia “per bene”, perchè in molte classi quinte non si arriva neanche alla seconda guerra mondiale.
Noi studenti vogliamo che ci sia la possibilità di conoscere anche ciò che è accaduto più recentemente, la cosiddetta storia del secondo Novecento.
Le istituzioni che ci rispondono chiudendo un centro storico, ci stanno dicendo che la storia non è importante, forse per loro, per noi invece sì: se vogliamo comprendere il presente, cercare un futuro migliore senza ripetere gli stessi errori, è essenziale conoscere il passato.
A questo proposito, ormai tutti sappiamo che si stanno manifestando rivolte contro una forma di pensiero errata e che è sempre esistita: il razzismo. Conseguenti al caso di George Floyd, queste rivolte divampano in tutto il mondo; secondo te questa lotta riuscirà ad eliminare le discriminazioni e il razzismo?
La lotta contro il razzismo è sempre attuale. Se per un secondo forse eravamo ciechi , questo episodio ha riaperto una ferita che non è mai stata chiusa. Personalmente quando ho visto il video per la prima volta non riuscivo a smettere di piangere: il poliziotto con la mano in tasca esprimeva tutta la sua disumanità. Sono immagini che non è possibile dimenticare.
Per rispondere alla tua domanda, non è solo con le manifestazioni che si contrasta i razzisti, ma con la cultura, l’istruzione e l’informazione, cercando di rispondere, da parte delle istituzioni, a quelle che sono le esigenze dei cittadini. La scuola è essenziale per il nostro futuro e per il mondo che vogliamo.
Spostandoci in Italia, qual è la tua opinione sulle manifestazioni di Salvini, Pappalardo e della Meloni durante la festa del 2 giugno?
Premetto dicendo che io sono a favore del manifestare pacificamente. Ma una cosa bisogna dirla, delle manifestazioni in una situazione così particolare dovrebbero rispettare tutte le norme per la sicurezza. Quindi queste avrebbero dovuto svolgersi in una modalità diversa, senza far vedere l’ex ministro degli interni privo di mascherina, circondato da persone che lo imitavano.
Quindi manifestare è legittimo, ma tutti avrebbero dovuto rispettare un po’ di più la legge, perché se questa è uguale per tutti, applichiamola a tutti.
Infine vorrei che tu ci parlassi di un libro al quale hai preso parte, mi riferisco a “Quale futuro?”
Ricordo la scorsa estate in cui un carissimo amico e professore mi scrisse, esponendomi le sue idee e chiedendomi se volevo partecipare. Dopo aver dato conferma ho iniziato a scrivere e riscrivere, concentrandomi sulla mia storia, raccontando il mio sogno e il mio amore per la politica.
Il mio obiettivo è quello di dire che siamo una generazione che può fare qualcosa, sta a noi decidere. Quindi smettiamola con la retorica “siamo cittadini del futuro”, siamo anche cittadini del presente e come tali possiamo fare tanto anche per il tempo in cui viviamo. Le possibilità le abbiamo, quindi basta lamentarsi e insieme decidiamo quello che non ci va bene e modifichiamolo: insieme scegliamo il futuro per la nostra Italia.
L’intervista è disponibile anche su YouTube.
