La scuola durante il Covid-19: intervista a Francesco Galanti

Francesco Galanti, classe 2001, è uno studente del quinto anno al Liceo Classico Galileo Galilei di Firenze. Non solo: è stato eletto, nel 2019, Presidente del Parlamento degli Studenti della Toscana.

Ipse Dixit ha avuto la possibilità di intervistarlo, per via telematica, tra una videoconferenza e una riunione dell’affaccendato Parlamento.

Buon pomeriggio Presidente. La situazione sanitaria attuale sta generando una certa preoccupazione tra gli studenti della Toscana. Immagino che il vostro organo sia molto attivo in questi giorni: qual è il tema, inerente alla scuola, più dibattuto all’interno del Parlamento?

Siamo molto impegnati su tutti i fronti, ma sicuramente la chiusura delle scuole ci sta occupando una quantità di tempo considerevole. Stiamo collaborando con le Consulte regionali per ponderare anche la situazione esterna alla Toscana, e speriamo nella futura attenzione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione…ovviamente noi possiamo solo avanzare proposte, tutte le decisioni verranno prese dal Ministero.

La data di recupero delle attività didattiche è stata più volte posticipata. Attualmente sappiamo che non riusciremo a ritornare nelle classi entro il 3 di aprile. È possibile fare qualche stima sull’effettivo rientro?

Purtroppo è così, la data è stata posticipata nuovamente. Ancora la situazione è tutta da vedere: valutiamo costantemente il bilancio di questa epidemia, ma non c’è nulla di certo. Probabilmente rientreremo dopo le vacanze di Pasqua, a metà aprile o nei primi giorni di maggio, se non – nel caso più grave – dopo la metà di maggio.

Un grande interrogativo riguarda allora gli Esami di Stato delle classi quinte.

L’Esame è una delle nostre priorità più impellenti – anche io ne sono colpito personalmente. Gli scenari che si aprono dinanzi a noi sono molteplici: il più probabile prevede, per quest’anno, la sospensione delle prove INVALSI e la commissione totalmente interna (ad eccezione del Presidente). Questo perché c’è la volontà di mantenere le due prove scritte. Per quanto riguarda la seconda prova, a proposito, è possibile che si valuti di considerare solo una porzione del programma, che sarà da rivedere. Se non sarà possibile rientrare in tempo per svolgere gli esami a giugno c’è la possibilità che questi vengano effettuati più tardi, ma è un’opzione che mettiamo in secondo piano. Il 60 politico per tutti è naturalmente fuori discussione.

A questo proposito invitiamo gli studenti a far sentire la propria voce, a proporre soluzioni e ad essere partecipi delle problematiche che li interessano in prima persona.

E le altre classi?

Il Parlamento degli Studenti ha l’onere di rappresentare adeguatamente gli interessi di tutte le classi della scuola secondaria di secondo grado. Per questo motivo ci impegniamo a trovare soluzioni per gli studenti di ogni anno. Tra l’altro molti parlamentari non hanno ancora raggiunto il quinto anno del loro ciclo di studi, quindi questa situazione critica sta coinvolgendo loro stessi in primo piano. Il nostro impegno è massimo nei confronti non solo della maturità, ma per il conseguimento dell’ammissione agli anni successivi, dalla prima alla quinta superiore.

Tramite i numerosi e vari canali mediatici il Parlamento degli Studenti sta dando prova di una costante attività attraverso riunioni online e videoconferenze. Si tratta di una modalità più o meno efficace di quella tradizionale?

Come si può evincere dai contenuti pubblicati frequentemente sul nostro canale YouTube e nelle storie di Instagram e Facebook, il Parlamento ha voluto continuare a svolgere il proprio lavoro di rappresentanza – è stata una grande soddisfazione ricevere un elogio da parte del Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani. Ci sembra necessario non cessare di essere vicini agli studenti anche e soprattutto in una situazione come quella che stiamo vivendo. Le riunioni si svolgono telematicamente e per adesso non abbiamo riscontrato problematiche particolari. Certo, avere la possibilità di incontrarsi di persona è meglio, ma date le circostanze la piattaforma di videoconferenza è sufficiente. L’unica pecca è data dall’impossibilità di svolgere le plenarie.

A proposito di smart-working e connessioni virtuali, state ricevendo un feedback positivo da parte degli studenti circa la didattica online?

In realtà diverse persone stanno avendo dei problemi con questa modalità: molti hanno connessioni altalenanti, altri devono condividere il computer con i familiari, magari fratelli o sorelle, genitori insegnanti o lavoratori da casa. Sono problemi individuali che speriamo possano essere risolti facilmente. Purtroppo la partecipazione costante alle lezioni non è garantita. Se la quarantena dovesse proseguire ulteriormente ci sarà forse bisogno di considerare l’ipotesi delle valutazioni, con interrogazioni e compiti…personalmente però trovo che questa opzione sia infattibile e da evitare.

Estraniamo dall’argomento Covid-19: sempre più studenti adesso conoscono il Parlamento, anche grazie alla vostra intensa attività sui social, ma siamo ancora curiosi: quali sono i vostri impegni e attività principali?

Beh, come ho già accennato il nostro compito principale è garantire un’opportuna rappresentanza a tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado della Toscana: inoltre, uscendo dai nostri confini, collaboriamo con le Consulte di altre regioni per essere sempre aggiornati e concordi con i rappresentanti del resto d’Italia. Il Parlamento è organizzato in Commissioni, ognuna responsabile di una determinata area all’interno di quelle che sono le varie problematiche scolastiche. Nelle scuole vengono eletti, in concomitanza con i rappresentanti di classe e d’istituto, i Grandi Elettori, che si prendono l’impegno di presentare le istanze della loro scuola di appartenenza.

Oltre a questo ci impegniamo anche a proporre iniziative per gli studenti che contribuiscano a renderli Cittadini più consapevoli, avvicinandoli alle istituzioni e al loro funzionamento.

Passo ad una domanda più “personale”…come riesce a conciliare lo studio con l’incarico di Presidente? L’impegno è grande.

Io sono profondamente dedito al ruolo che ho l’onore di ricoprire. Non trovo che il Parlamento sia un’attività “extra” che toglie tempo al mio studio, principalmente perché ciò che faccio è guidato dalla passione e dall’impegno. Ho deciso di assumermi questa grande responsabilità – non nego che sia tale – perché credo in quello che faccio e sono convinto che non solo io, ma la maggior parte dei giovani, degli studenti, debba interessarsi alle problematiche che li interessano da vicino, prendendo posizione e facendo sentire la propria voce. Il Parlamento, ci tengo a precisarlo, è apartitico e indipendente, per permetterci di essere liberi di presentare le nostre richieste senza influenze esterne.

Ha un messaggio da mandare agli studenti toscani?

Volentieri, e non solo a quelli toscani: spesso lascio dei “messaggi” su Instagram, Facebook e YouTube per i ragazzi che seguono il Parlamento nelle sue varie forme online. Quello che mi sento in vena di suggerire caldamente è di essere parte del cambiamento, rendersi partecipi degli sforzi della collettività. Non sedere in disparte ed essere spettatori del mondo, ma agire per migliorarlo.

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