Yasmina Reza (1959) è una drammaturga, attrice, scrittrice e sceneggiatrice francese. Dalla sua opera teatrale più nota, Il dio del massacro (2007), in Italia edito da Adelphi, Roman Polański ha tratto il film Carnage (2011)
«Véronique, io credo nel dio del massacro. È il solo che governa, in modo assoluto, fin dalla notte dei tempi. »
Yasmina Reza, Il dio del massacro, p. 72
Se esiste una forma letteraria trascurata dal grande pubblico, quantunque potentissima, questa è quella teatrale e dialogica: da Aristofane a Beckett, passando per Shakespeare, Wilde e Pirandello, la storia del teatro è costellata di interpreti dall’altissimo spessore letterario.
Ai giorni nostri, Yasmina Reza è l’ennesima conferma di quest’asserzione.
Iraniano-ungherese per nascita, ma francese per cultura, con la sua scrittura precisa, acuminata, chirurgica, la Reza rimuove l’epidermide di languida e pacifica ipocrisia di cui sono rivestite le persone quando si trovano in società, per lasciare al suo posto degli esseri abbietti, infidi, sbracati e litigiosi, che non vorremmo ma che siamo costretti a riconoscere come esseri umani nostri simili.
Il casus belli è sempre un evento quotidiano, banale, aleatorio, assolutamente evitabile: una rissa ai giardinetti tra i figli di due famiglie alto-borghesi, l’acquisto sgradito di un amico, un insignificante incidente in un parcheggio.
Eppure tanto è sufficiente a squarciare il velo di Maya che benda reciprocamente gli occhi dei personaggi: e così assistiamo impotenti allo sgretolamento della patina di buon gusto e banale educazione che rende possibile la vita sociale e all’entrata in scena di tutti i meccanismi malati e deleteri che sottostanno ad ogni rapporto personale.
Ma proprio quando la bestialità ha raggiunto il suo acme, quando oramai non ci sono che macerie di decenza e sembra che non sia possibile far altro che contemplare la natura tossica e demolitrice della sincerità, ecco che una nuovo velo d’ipocrisia scende a raccogliere i pezzi e a serrarli insieme, in maniera ancora più stretta di prima, quasi a indicare la natura necessaria e ineluttabile della menzogna nella vita umana.
Ma non vorrei che il lettore si formasse un pregiudizio errato sulla Reza: non si tratta di un’autrice pessimista e rassegnata, ma di una penna brillante, le cui pièce sono intrise di un sarcasmo e un umorismo tranchant che non potranno far altro che appassionarvi alla lettura (o alla visione, perché no) delle sue opere.
Bibliografia:
- Reza, Y. « Arte », Milano, Adelphi, 2018, pp. 101
- Reza, Y. Bella figura, Milano, Adelphi, 2019, pp. 106
- Reza, Y. Il dio del massacro, Milano, Adelphi, 2011, pp. 91
Inoltre, da Il dio del massacro Roman Polanski ha tratto il film Carnage, di cui Rei Cjapi scrive nel suo articolo sui dieci migliori film dell’ultimo decennio.

