Il calcio è da sempre lo sport più diffuso, praticato e guardato in TV dalla popolazione italiana e non solo. Nasce come uno sport un po’ adatto a tutti, praticabile ovunque e con qualunque mezzo: una palla anche ormai stracciata e si può giocare. Ma con una palla stracciata si può giocare soltanto a calcio? In realtà sono molti gli sport a cui basta un pallone, dalla pallavolo al basket alla pallamano. Allora perché ha così tanta notorietà?
Andando ad analizzare alcuni dati possiamo ben vedere che, rispetto agli altri sport sopracitati, il calcio è il più antico di tutti ed è forse questo uno dei principali motivi della sua ampia diffusione. La data a cui si fa risalire la nascita ufficiale del calcio è il 26 ottobre 1863, quando 11 club Londinesi si riunirono per stendere un regolamento uniforme e ufficiale: quel giorno nasceva la Football Association, la prima federazione calcistica nazionale, che rappresentava per la prima volta il calcio moderno, ma a dare origine ad esso furono altre forme di giochi con la palla riconducibili a molto prima; nel 1000 a.C. infatti in Grecia era diffuso un gioco chiamato epìskyros che fu poi trapiantato a Roma come harpastum e portato in tutto l’impero fino anche in Inghilterra e forse sono proprio questi due ad aver dato origine ai primi giochi con la palla che assomigliavano in alcuni aspetti al nostro calcio. Ma più recentemente un’altra forma di “calcio antico” è sicuramente il calcio fiorentino, conosciuto e praticato durante tutta l’età medicea, che si giocava con due squadre da circa 27 giocatori che dovevano calciare il pallone (potevano usare le mani soltanto per afferrare la palla) e inviarlo in una porta custodita da un difensore e aveva anche una certa somiglianza con l’attuale rugby per quanto riguarda le violente battaglie durante la partita che potevano durare un’intera giornata1. La pallavolo invece fu ideata con la sua struttura attuale dall’insegnante William G. Morgan il 9 febbraio 18952, mentre il basket soltanto quattro anni prima da James A. Naismith, professore della stessa scuola3. Il calcio fu il primo fra questi sport di palla anche a partecipare alle Olimpiadi nel 1900 a Parigi, mentre il basket nel 1936 e la pallavolo solo nel 1964.

Per quanto riguarda invece l’Italia nello specifico, sicuramente un altro fattore d’influenza nella diffusione del calcio come sport nazionale è la quantità di titoli mondiali vinti. A livello maschile infatti la nazionale italiana di calcio ha vinto i mondiali nel 1934, 1938, 1982 e 2006. La pallavolo invece registra vittorie ai mondiali nel 1990, 1994 e 1998; il basket addirittura non ne ha mai vinto uno. Ma se ci soffermiamo invece sulle nazionali femminili il calcio non ha vinto nessun titolo mondiale come neanche la pallacanestro, mentre la pallavolo è riuscita a salire sul primo gradino del podio nel 2002 ed ha vinto altri vari titoli internazionali negli anni fra il 2007 e il 2011. Non è allora forse che il calcio abbia così ampia diffusione soprattutto per via degli uomini? Senza dubbio ci sono anche moltissime donne che ne sono appassionate e lo seguono, ma magari in media preferiscono altri sport o qualcosa che le rappresenti e valorizzi maggiormente.
Inoltrandoci poi in una dimensione che sicuramente ci è più vicina, vediamo che la Toscana è una regione mediamente piuttosto attiva, addirittura anche in presenza di malattie risultiamo più attivi della media nazionale (6 toscani su 10 dichiarano di fare sport nonostante malattie croniche o altri problemi di salute): nel 2016 solo il 33% degli abitanti della nostra regione non pratica alcuna attività fisica, contro il 39% del resto degli italiani, mentre gli, chi più chi meno, si dichiarano attivi nello sport. Anche nel nostro caso però i numeri di partecipazione più alti provengono dagli uomini, anche se pure le donne superano la media nazionale. La nostra Grosseto è addirittura uno dei tre capoluoghi di regione con il rapporto impianti/abitanti più alto. Al quinto posto come sport più praticato troviamo l’atletica leggera, in quarta posizione la pallacanestro, sul podio pallavolo e tennis, ma ad ottenere la medaglia d’oro è sempre il calcio4.
Infine proprio un ultimo sguardo ai dati di ascolto. Nel periodo 2016/2017 i dati di ascolti in TV calcistici di serie A sono pari a circa 272,5 milioni di spettatori fra Sky e Premium (senza considerare gli ascolti quasi non quantificabili della TV in chiaro) contro i 10 milioni per il basket; dal vivo invece un partita di serie B di calcio ha in media 6914 spettatori, quando una di serie A di pallacanestro ne ha 38635. L’altissimo numero rispetto agli altri sport potrebbe farci pensare che questa sia la dimostrazione che il calcio piace di più (infatti lo seguono in molti di più!), ma la realtà è che molto spesso gli altri sport non vengono neanche trasmessi o comunque molto meno. Mettendolo a confronto con la pallavolo, che è il secondo sport per numero di tesserati in Italia6, evidentemente quindi uno sport che piace, le partite trasmesse sono indubbiamente meno. Basti pensare che per quanto riguarda il calcio vengono trasmesse non solo partite della nazionale e di serie A, ma molto spesso anche serie B e settori giovanili, mentre nella pallavolo non si scende mai sotto la serie A1, ma fortunatamente la pallavolo ha il pregio di dare ampio spazio anche alle nostre ragazze (sia della nazionale che di serie A), quando invece le signore del calcio hanno iniziato a farsi sentire, purtroppo, solo durante i mondiali di quest’anno. C’è inoltre da dire che la maggior parte delle volte le partite di calcio sono anche diffuse su più reti e piattaforme, dalla Rai alla Mediaset, a Sky e Dazn e in ogni caso c’è sempre un modo per riuscire a vedere una semplice partita di campionato; la pallavolo invece non ha questa fortuna, infatti è trasmesso solo sulle reti Rai e da qualche tempo anche su Dazn, ma non è sempre certo riuscire a vedere la partita di Lega tanto attesa, perché spesso non tutte sono trasmesse. Per non parlare poi degli sport senza pallone, in questo caso gli spettacoli trasmessi scendono a picco e non rimane alcuno spazio se non per gli eventi internazionali, gli unici a tenergli testa sono la MotoGP e la Formula1.
Dopo aver quindi analizzato la situazione, è possibile dire che il calcio è uno sport bellissimo e amatissimo, ma forse non il più amato, forse semplicemente non vogliono aprirci le porte ad altri sport, perché ormai il calcio è parte integrante della nostra cultura, è lo sport nazionale. Ma quanto sarebbe più interessante una televisione in cui si condividono invece i valori di tutti gli sport, senza togliere spazio a nessuno e in cui si permette ad ognuno di essi di dimostrare la loro bellezza? Quanto sarebbe più bello emozionarsi di fronte a una vittoria sudata che potrebbe renderci orgogliosi di essere conosciuti nel mondo senza fermarci a un solo sport? Quanto sarebbe più giusto dare a tutti la possibilità di vedere e di seguire ciò che più gli piace senza limiti e senza giudizi? Sarebbe perfetto e l’unico modo per far cambiare le cose èfar sentire il nostro amore per lo sport: per tutto lo sport, non solo per uno.

In questo però dobbiamo dire che la nostra scuola si impegna e la ringraziamo perché ancora una volta prova ad insegnarci i valori del rispetto e dell’uguaglianza, proponendo numerose attività sportive e competizioni di squadra, fra cui calcio (anche se solo maschile, ragazze facciamoci sentire!), pallavolo e basket, individuali di tennis, atletica leggera, nuoto e forse anche danza sportiva e infine una campestre.
Note e Fonti:
- Bortolotti Adalberto, Leali Gianni, Valitutti Mario, Pesciaroli
Angelo, Fini Fino, Brunelli Marco, Lo Presti Salvatore, Vecchiet
Leonardo, Gatteschi Luca, Rubenni Maria Grazia, Ordine Franco, Palombo
Ruggiero, Garanzini Gigi, “Calcio – La storia del calcio”, Enciclopedia
Treccani, anno 2002
(http://www.treccani.it/enciclopedia/calcio-la-storia-del-calcio_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/),
consultato l’11 Settembre 2018 - Lombardi Alessandra, “Pallavolo”, Enciclopedia dei ragazzi, anno 2006 (http://www.treccani.it/enciclopedia/pallavolo_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/), consultato l’11 Settembre 2019
- Lombardi Alessandra, “Pallacanestro”, Enciclopedia dei ragazzi, anno 2006 (http://www.treccani.it/enciclopedia/pallacanestro_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/), consultato l’11 Settembre 2019
- Lucia Zambelli, “Lo sport in Toscana, ecco i numeri”, Toscana, Notizie (https://www.toscana-notizie.it/-/lo-sport-intoscana-ecco-i-numeri), consultato il 30 Dicembre 2019
- Spaziante Matteo, “Il calcio nel mirino delle critiche: ma i numeri dicono che in Italia vale più degli altri sport”, Calcio e Finanza, (https://www.calcioefinanza.it/2017/11/15/perche-il-calcio-vale-piu-degli-altri-sport-in-italia/), consultato l’11 Settembre 2019
- Ibid nota 4
